Salento Film Festival Internazionale Cortometraggio - Finibus Terrae
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Fasano
Pippo Mezzapesa
Regista

Ha conseguito la maturità classica e si è laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari. Si approccia al cinema da autodidatta. Il suo primo cortometraggio è "Lido Azzurro" del 2001 e descrive la giornata tipo di una stramba e malinconica famiglia della provincia pugliese. Diversi i festival del settore a cui partecipa e che si aggiudica. Nel 2003 ha scritto la sceneggiatura di alcuni episodi del film collettivo A Levante. Dallo stesso anno collabora con la sceneggiatrice Antonella Gaeta con la quale scrive "Zinanà", fortunata e commovente storia di un suonatore di piatti in un paese della provincia di Bari. Il cortometraggio, prodotto da River Film e Fanfara Film, si aggiudica il David di Donatello.

Nel 2005 intraprende anche un percorso nel cinema documentario con "Produrre Consumare Morire" indagando sui disastri e le morti causate dal Petrolchimico di Brindisi. Il suo terzo corto, intitolato "Come a Cassano" racconta la storia dell'omonimia fra un ragazzino pre-adolescente e il noto fantasista barese Antonio Cassano. La pellicola è prodotta da Beppe Caschetto per I.T.C. Movie e si aggiudica tra i tanti premi la menzione speciale ai Nastri d'Argento, oltre a diventare un vero e proprio caso sul web. Il 2007 è l'anno del suo secondo documentario, che mescola cinema del reale a invenzione, "Pinuccio Lovero - Sogno di una morte di mezza estate". È la storia di Pinuccio, sognatore di provincia che cerca in tutti i modi di diventare custode del cimitero. Quando ci riesce, nel paese di Mariotto, non muore più nessuno. Il lavoro sbarca al Festival di Venezia, come Evento Speciale della Settimana della Critica.

Nel 2009 ritorna alla fiction con il cortometraggio "L'Altra Metà", storia della fuga di un'anziana donna da una casa di riposo in cerca del matrimonio della nipote, che le è stato precluso. Un road movie tra le strade del Salento che sfocia in una storia d'amore senile tra i due protagonisti interpretati da Cosimo Cinieri e Piera Degli Esposti. Il cortometraggio è stato prodotto da Casta Diva e Banca Intesa Sanpaolo nell'ambito del progetto "Per Fiducia 2009". Nel 2011 firma la sceneggiatura e la regia del suo primo lungometraggio di finzione "Il paese delle spose infelici" tratto dall'omonimo romanzo di Mario Desiati. Storia della formazione alla vita, all'ombra dei fumi del Siderurgico di Taranto, e dell'amore sognato di due adolescenti (Zazà e Veleno) per una donna misteriosa e "volante" (Annalisa). Il film prodotto da Fandango e Rai Cinema è selezionato nel concorso ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma. Nel 2012 produce, scrive e cura la regia del film documentario "Pinuccio Lovero - Yes I can", sulla candidatura alle elezioni comunali del becchino Pinuccio Lovero con un programma tutto cimiteriale. Un'abile trovata o forse l'irrimediabile funerale della politica. Il film è selezionato in concorso nella sezione Prospettiva Italia del Festival Internazionale del Film di Roma. Sempre nel 2012 realizza per il sito Repubblica.it il documentario breve "settanTA", ritratto di una giornata particolare all'ombra delle ciminiere dell'Ilva, nel quartiere Tamburi di Taranto.


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