Salento Film Festival Internazionale Cortometraggio - Finibus Terrae
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Borgo Egnazia - Savelletri
Giovanni Veronesi
Regista

Giovanni Veronesi (Prato, 31 agosto 1962) è uno sceneggiatore, regista e attore cinematografico italiano.

Con film come Che ne sarà di noi, Manuale d'amore, Italians, Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso si è guadagnato un posto importante come autore della nuova commedia all’italiana.

Il nuovo Monicelli
Appartenente al cosiddetto "cinema toscano", vale a dire a quel gruppo di giovani interpreti che dagli anni Novanta a oggi ha portato al successo il cinema italiano, Giovanni Veronesi ha tutte le carte in tavola per essere considerato il nuovo Monicelli.

Al servizio di Francesco Nuti
Fratello dello scrittore Sandro, comincia la sua carriera come attore nel 1983 nel film di Pupi Avati Una gita scolastica, poi passa alla sceneggiatura al servizio di Francesco Nuti e affiancando Vincenzo Cerami. Nascono così le sceneggiature di Tutta colpa del paradiso (1985), Stregati (1987), Caruso Paskoski di padre polacco (1988), Donne con le gonne (1991) e OcchioPinocchio (1994).

Tra il debutto dietro la macchina da presa e sceneggiatore di cinepanettoni
Nel 1987 decide di investirsi lui stesso regista e dirige il suo primo film Marameo, con Novello Novelli e Vanessa Gravina. Da quest'anno fino al 1993, tornerà però a occuparsi di sceneggiatura, firmando i primi cinepanettoni: Vacanze di Natale '91 (1991) e Anni '90 (1992). Sul set fa la conoscenza dell'attore Christian De Sica per il quale scriverà Uomini uomini uomini (1995) e Tre (1996). Mentre riceve il suo primo premio (il David di Donatello per la migliore sceneggiatura) nel 1993, dopo aver diretto Penelope Cruz e Diego Abatantuono (che sarà presente anche in un'altra pellicola da lui diretta Il barbiere di Rio, 1996) nel religioso Per amore solo per amore, che affronta la natività sotto gli occhi di San Giuseppe.

Il successo della collaborazione con Leonardo Pieraccioni
Diventato grande amico e collaboratore di Leonardo Pieraccioni, scriverà per lui le commedie romantiche che saranno i maggiori successi cinematografici italiani: I laureati (1995), Il ciclone (1996) – per il quale vince il Nastro d'Argento per la migliore sceneggiatura -, Fuochi d'artificio (1997), Il pesce innamorato (1999), Il principe e il pirata (2001), Il paradiso all'improvviso (2003), Ti amo in tutte le lingue del mondo (2005), Una moglie bellissima (2007) e Io & Marilyn (2009). Ovviamente, il passo da Pieraccioni all'attore Massimo Ceccherini è brevissimo e Veronesi si occupa anche del suo debutto come regista (Lucignolo, Faccia da Picasso e La mia vita a stelle e strisce).

Tra flop e grandi successi
La sua filmografia da regista continua con Silenzio si nasce (1996) con Paolo Rossi e Sergio Castellitto, poi trasforma la dark lady del cinema italiano Asia Argento in una comicissima attrice in Viola bacia tutti (1998), ma disgraziatmanete seguiranno i flop Il mio West e Streghe verso Nord.
Fidanzato dell'attrice Valeria Solarino, sceneggiatore per Verdone (C'era un cinese in coma, 2000) e produttore della pellicola di Alessandro Piva Mio cognato (2003), sbanca i botteghini di mezza Italia con Che ne sarà di noi (2004), seguito dal suo capolavoro, la commedia rosa Manuale d'amore (2005), per il quale vincerà il Nastro d'Argento per la migliore sceneggiatura. Il suo sequel Manuale d'amore 2 – Capitoli successivi (2007) dipinge gli italiani come un popolo di romantici amatori, ma il Manuale non finisce qui: nel 2011 arriva Manuale d'amore 3, che vede la partecipazione di Robert De Niro. Sempre di italiani si parla in Italians, film diviso in due episodi con protagonisti Riccardo Scamarcio e Sergio Castellitto nel primo, e Carlo Verdone e Ksenia Rappoport nel secondo. Nel 2010 ha diretto Genitori & figli :) Agitare bene prima dell'uso, con un cast che va da Michele Placido a Margherita Buy e da Luciana Littizzetto a Silvio Orlando.

Un eterno Peter Pan
Giovanni Veronesi è dotato di una sensibilità e di un gusto che riescono a rendere con naturalezza quella certa infantile freschezza che accompagna la sue pellicole, il tutto condito con un sottofondo di malinconica rassegnazione, sui casi della vita, che appartiene personalmente al regista toscano. Infatti, non solo è un re-gista divertito, ma quell'aspetto ludico, tipico dell'adolescenza, che non sembra mai essere tramontato in lui, ce lo fa apparire come un re-gista ragazzino. 

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